“La scrittura è come una voce” – Francesco Elia Giordani, Rovigo

Sull’isola che non c’era” al Salone del Libro di Torino: le voci dei ragazzi
testo nell'immagine: Scrivere aiuta la comunicazione, mi ha dato la possibilità di cambiare il modo in cui io vedevo le persone, mi ha aiutato a migliorare il mio modo di vedere che tutti abbiamo dei limiti.

Francesco Elia Giordani affida alla scrittura un ruolo trasformativo, capace di incidere sul modo stesso di guardare gli altri. Le sue parole seguono un percorso personale che si apre e si allarga, partendo da un’esperienza diretta per arrivare a una consapevolezza condivisibile.

Scrivere diventa uno spazio attivo, un luogo in cui la comunicazione prende forma e si rafforza. Da lì nasce un cambiamento: lo sguardo sulle persone si modifica, si fa più attento, più profondo, più capace di cogliere ciò che prima restava in secondo piano.

Il passaggio decisivo arriva nel riconoscimento dei limiti, che non appaiono come ostacoli ma come parte comune, come elemento che accomuna e avvicina. In questa acquisizione si avverte una crescita, un movimento che porta verso una visione più ampia e più inclusiva.

Francesco Elia Giordani consegna una riflessione che unisce esperienza e consapevolezza, in cui la scrittura diventa strumento di apertura. Una frase che mostra come il cambiamento possa nascere da dentro e trasformare il modo di incontrare gli altri.

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