“La barca di neve” – Elia Alesiani, Offida (AP)

Sull’isola che non c’era” al Salone del Libro di Torino: le voci dei ragazzi
Testo nell'immagine: Il lago, che avevano sempre conosciuto come un confine, non era altro che un mare senza fine

Elia Alesiani prende un’immagine semplice e la trasforma in uno spostamento profondo dello sguardo. In poche parole accompagna da un limite conosciuto a un’apertura inattesa, come se ciò che sembrava chiudere fosse in realtà solo l’inizio.

Il lago, da sempre percepito come confine, cambia natura. Diventa qualcosa di più ampio, più vasto, capace di estendersi oltre ciò che si era abituati a vedere. In questo passaggio si avverte una qualità preziosa: la possibilità di rimettere in discussione ciò che appare definito, di attraversarlo con occhi nuovi.

C’è una forma di scoperta che nasce proprio qui, nel momento in cui il limite si trasforma in spazio. Una scoperta che ha la leggerezza dell’immagine e, insieme, la profondità di un cambiamento interiore.

Elia Alesiani consegna una visione che allarga, che sposta, che apre. Una frase che invita a guardare ancora, perché ciò che sembra finire potrebbe essere solo un modo diverso di cominciare.

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