“Storia disegno mare” – Vinicio Beneventi, Barcellona Pozzo di Gotto (ME)

Sull’isola che non c’era” al Salone del Libro di Torino: le voci dei ragazzi
testo nell'immagine: Comprendendo che i rifiuti non erano solo spazzatura, ma vere e proprie trappole mortali, capirono che dovevano fare qualcosa per salvare il loro mondo.

Vinicio Beneventi costruisce un passaggio di consapevolezza che ha la forza di un risveglio. Le sue parole segnano un prima e un dopo, un momento in cui ciò che appariva secondario cambia improvvisamente significato.

I rifiuti smettono di essere semplici scarti e rivelano una natura più profonda, più pericolosa. È uno sguardo che si trasforma, che riconosce una realtà diversa da quella percepita fino a quel momento. Da questa presa di coscienza nasce un’urgenza, una necessità di agire.

Il “loro mondo” diventa allora qualcosa di concreto, da proteggere, da custodire. E in questa espressione si avverte una vicinanza più ampia, come se ciò che è fuori e ciò che è dentro cominciassero a toccarsi, a coincidere.

Vinicio Beneventi consegna una frase che racconta il momento in cui si apre gli occhi, in cui la realtà si mostra per ciò che è e chiede una risposta. Una frase che invita a riconoscere quando arriva il tempo di vedere davvero, e di scegliere.

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