“Es, una storia delle tenebre” – Federico Cerioni, Roma

Sull’isola che non c’era” al Salone del Libro di Torino: le voci dei ragazzi
Testo nell'immagine: Una volta nati si dovrebbe cercare di essere felici, si dovrebbe provare a far valere la vita che abbiamo.

Federico Cerioni prende una condizione universale e la porta su un piano essenziale, quasi originario. La nascita diventa un punto di partenza che chiama subito a una responsabilità: quella di cercare la felicità e di dare valore alla vita.

Il doppio “si dovrebbe” non suona come un obbligo imposto, ma come un orientamento profondo, una direzione che emerge con chiarezza. Dentro questa ripetizione si avverte una tensione verso qualcosa che non è garantito, ma che vale la pena inseguire.

La felicità e il valore della vita si affiancano, si richiamano, costruendo un percorso che parte da un dato semplice – essere nati – e si apre verso una scelta continua. C’è una forma di consapevolezza che colpisce per la sua ampiezza, per la capacità di tenere insieme ciò che riguarda tutti.

Federico Cerioni consegna una riflessione che ha il respiro di un principio, in cui vivere non basta: conta come si sceglie di abitare ciò che si è ricevuto. Una frase che invita a dare peso al proprio esserci, con una lucidità che si fa strada mentre si legge.

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