“Progetto Abilmente – Gea” – ENGIM, Vicenza

Sull’isola che non c’era” al Salone del Libro di Torino: le voci dei ragazzi
Testo nell'immagine: Gea sapeva che anche lei poteva fare la differenza nel mondo, per costruire un mondo che non fa differenze.

Gea affida a queste parole una consapevolezza che ha qualcosa di pieno, di già raggiunto. Non è una possibilità lontana, ma una certezza che prende forma e si dichiara.

Dentro questa frase convivono due movimenti che si richiamano e si rafforzano: da una parte l’idea di incidere, di lasciare un segno nel mondo; dall’altra il desiderio di costruire uno spazio in cui le differenze smettono di separare. È una tensione che tiene insieme forza e direzione.

C’è una lucidità che colpisce: la capacità di vedere il proprio ruolo dentro qualcosa di più grande, e di orientarlo verso un’idea di mondo più giusto, più aperto. Una visione che nasce da dentro e si proietta fuori, senza esitazioni.

Gea consegna così una frase che unisce determinazione e visione, in cui il cambiamento parte da sé e si allarga. Una frase che invita ad agire, e allo stesso tempo a immaginare.

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